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Mortal Kombat (1992 – Midway)

23 10 2012 Nessun Commento Scritto da:

20121023-182946.jpgNel 1992 il panorama dei picchiaduro a incontri era già dominato dalla serie Street Fighter di Capcom, appena insidiata dai vari Fatal Fury , Art of Fighting et similia che imperversavano sulla piattaforma Neo Geo. Difficile pensare che un altro titolo dello stesso genere avrebbe potuto ricavarsi una fetta di notorietà tale da oscurare a tratti il capolavoro di Capcom, ma i ragazzi della Midway, sfruttando il feeling da B-Movie (genere in procinto di essere sdoganato), e unabuona dose di spietata violenza, gore e splatter, riescono nell’intento creando il franchise ‘Mortal Kombat’. Il gioco è destinato a spopolare nelle sale giochi e ad alimentare la controversia prettamente made in USA sulla violenza nei videogiochi assieme ad altri titoli come il meno noto (almeno qui in Italia) Night Trap.

La storia alla base del gioco è abbastanza blanda (come del resto normale per il genere): vari lottatori partecipano ad un torneo di lotta sull’isola del misterioso e malvagio Shang Tsung. In realtà attraverso questo torneo le forse malvagie dell’Outworld potranno impossessarsi della terra se i rappresentanti della stessa non vinceranno almeno quest’ultima edizione. Per maggiori dettagli sulla trama vi rimando alla pagina Wikipedia del gioco.
I punti di forza del titolo sono, oltre alla particolare grafica digitalizzata (che enfatizza maggiormente il look da B-Movie), la varietà e la caratterizzazione dei personaggi e le ormai leggendarie ‘Fatality’. Queste ultime sono delle mosse speciali da utilizzare per finire un avversario ormai sconfitto e si vedono qui per la prima volta. Alcune sono davvero truculente come quella in cui Sub Zero ‘estirpa’ la testa dell’avversario con tutta la spina dorsale attaccata., o quella in cui Kano strappa il cuore del malcapitato combattente sconfitto.
Un altro punto di forza del gioco è quello dei contenuti segreti come ad esempio la possibilità di sbloccare personaggi nascosti.

Visto il grande successo in sala giochi non sono mancate le trasposizioni per quasi tutte le piattaforme videoludiche dell’epoca. In particolare sulle console 16 bit fu oggetto di disputa la qualità della conversione per Mega drive e Supernintendo: la prima vantava una grafica leggermente inferiore (per via dei 64 colori a schermo contro i 256 dello SNES), ma attraverso un codice segreto permetteva di abilitare la modalità ‘gore’ ovvero con tutto il sangue e le fatality viste in sala giochi, la seconda invece era stata epurata dalla violenza eccessiva e dal sangue in virtù della politica ‘family friendly’ della Nintendo di quegli anni. Inutile dire che a conti fatti la versione mega drive fu ritenuta la migliore.

La serie ha avuto numerosi sequel arrivando anche a trasposizioni in 3d, ma il fascino dei primi episodi resta irraggiungibile. Nel 1995 è stato anche realizzato un film, che ha avuto critiche altalenanti.

In definitiva Mortal Kombat resta un classico rigiocabile ancora oggi, che ha saputo innovare senza rivoluzionare un genere dominato da Capcom.

Voto: 8/10

Pagina Wikipedia del gioco

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