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1. Gli Albori (pre 1976)

Indice: La storia dei VG

Ci sono molte tesi su quale è stato realmente il primo videogioco e chi lo invento’, c’è chi lo fa risalire alla creazione delle prime calcolatrici (e quindi a Babbage), chi invece più realisticamente pone la nascita dei videogiochi tra gli anni 50 e 70. A mio parere il primo videogioco fu sviluppato nel 1958 da Willy Higinbotham al Brookhaven National Laboratory: una specie di PONG giocabile su un oscilloscopio. Lo chiamo’ ‘Tennis per 2′ e divenne abbastanza popolare tra i visitatori del laboratorio. Higinbothan morì nel 1995 senza aver mai brevettato il suo videogioco; in ogni caso, avendolo creato sul lavoro, il brevetto sarebbe appartenuto al governo degli stati uniti d’America.. quindi possiamo affermare senza tema di smentita che i videogiochi sono nati negli U.S.A. Nel 1949 un ragazzo di nome Ralph Baer, al lavoro per una compagnia di televisori (loral) viene incaricato di creare la migliore televisione di sempre e cerca di inserirvi un videogioco, ma per ora della sua idea non se ne fa nulla. Nel 1961 uno studente universitario di nome Steve Russel creò su un mainframe dell’università (un PDP-1) un gioco che chiamò Space War (dal quale space invaders attinse molto, questo per farvi capire di che gioco si trattava.. non per insinuare nulla!). Come accade spesso negli ambienti universitari, il gioco si diffuse a macchia d’olio sui computer di tutte le università d’america. Il gioco raggiunse anche dei tizi chiamati Nolan Kay Bushnell e Bill Pitts, rispettivamente nell’università dello Utah e a Stanford.

Il Magnavox Odissey

Il Magnavox Odissey

Nel 1966 Ralph baer, dopo che il suo progetto di tv-videogioco era stato cestinato crea il primo prototipo di console casalinga, riesce a far muovere 2 punti sullo schermo creando un gioco di nome Wipe Out, nel quale i due punti devono inseguirsi l’uni l’altro con lo scopo di eliminarsi a vicenda. Il team di Baer si allargo’ con l’ingresso di Bob tremblay e poi di Bill Harrison che proggetto la prima light-gun! I giochi per cui fu progettata però non erano di mira (alla duck hunt, per intenderci) ma dei quiz-game. E’ curioso notare che le pistole per le console a volte vengono considerate come periferiche avveniristiche quando invece sono nate addirittura prima dei joypad! Nel 1967 questi tizi cominciano a portare in giro la loro console per mostrarla alle compagnie che, si sperava, l’avrebbero prodotta.

Nolan Bushnell in posa accanto alla versione casalinga del Pong

Nolan Bushnell in posa accanto alla versione casalinga del Pong

Nel 1968 Nolan Kay Bushnell si laurea e comincia a lavorare per l’Ampex, frattanto a casa sua è al lavoro ogni notte su una console da bar: Computer Space. Riuscirà a commercializzarla nel 1969 (la società si chiamava Nutting Associates) e non sarà un successo: i flipper erano meno complicati, più belli da vedere e facevano fare già abbastanza soldi ai gestori dei locali. Tirò avanti riparando flipper ma non si rassegnò e decise di Creare una sua compagnia: nel 1971 si licenzia dall’Ampex e crea nientepopodimeno che l’Atari. La sua ditta all’inizio si occupava di affittare e gestire Flipper (anche la SEGA in futuro avrebbe cominciato così, anche se ad un livello più ampio!). Intanto nel 1970 Baer, con l’aiuto di Bill Enders, riesce a convincere la Magnavox a commercializzare la sua console: Nasce L’odissey, che verrà commercializzato nel 1972. L’odissey aveva solo 40 transistors e 40 diodi: poteva generare solo dei semplicissimi effetti grafici e non era nemmeno capace di tenere a mente i punteggi dei giochi. Nella confezione era incluso il tabellone segnapunti, 2 joypad, parecchi schermi da attaccare sulla tv per dare maggior interesse alla grafica e molte cartucce dei vari giochi. L’Odissey vendette 100 000 unità al prezzo di 100 dollari l’una, e molto fu dovuto alla contemporanea fama di un certo PONG nei bar.. Screenshot del Pong da BarNel 1972 all’Atari assunsero Al Alcorn che dopo pochi mesi   Programmo’ PONG. Fu sviluppato come una macchina da Bar e Bushnell cercò di farsela produrre dai più grossi nomi del settore, tipo bally-midway ma, visto il successo che ebbe, l’Atari decise di produrseli da sola nel garage di casa con l’aiutodi tutti i suoi 4 membri. Il primo coin-op di Pong fu testato in un bar del luogo, ecco l’esperienza come descritte nel libro ‘ZAP! The rise and fallof Atari’ di Scott Cohen. La traduzione è mia quindi fa un po’ schifo. “Uno dei clienti abituali del bar si avvicinò al PONG con aria inquisitoria eosservo la palla rimalzare silenziosamente sullo schermo. Un amico lo raggiunse. Le istruzioni dicevano: ‘Evitare che la pallina vi sfugga per unpunteggio alto’. Uno di due inserì una monetina. Ci fu un ‘bip’. Il gioco era cominciato. I due osservavano imbambolati la pallina che viaggiava da unlato a un altro dello schermo, scomparendo a destra e riapparendo a sinistra, e ogni volta che lo faceva il punteggio cambiava. Adesso era sul 3 a 3 e uno dei due giocatori provo’ a muovere il suo paddle facendo andare il suo cursore dalla sua parte, il punteggio era sul 4 a 3a suo favore quando colpi’ la pallina. Ci fu un suono meraviglioso: ‘PONG’, e la palla rimbalzò indietro verso l’altra parte dello schermo. 6 a 4.

Quando si fu 8 a 4 il secondo giocatore capi’ come si usava il paddle e riuscì a rispondere poco prima di arrivare a 11 a 5 e la partita finì. Molte monetine dopo i due riuscivano a fare scambi più lunghi e il rumore ‘pong’ prodotto dal gioco cominciava ad attrarre la curiosità degli altri avventori del bar. Il giorno dopo alle 10 di mattina c’era la fila fuori il bar Andy Capp’s per giocare a PONG. Alle 10 di sera la macchina si ruppe.”

Il motivo della rottura erano i troppi gettoni incassati! Il successo del coin op fu enorme e Bushnell fu soprannominato King pong.

Il manuale del Pong

Il manuale del Pong

“Nel frattempo Bill Pitts fece nel 1971 un prototipo di videogioco, e lo fece seguire da un secondo modello chiamato Galaxy Game [nel 1972]. Pitts lo mise nella Tressider Union Coffeehouse alla Stanford University, poche miglia distante da dove il Pong di Bushnell era in prova all’Andy Capp’s. Il gioco di Pitts, costituito da un computer DEC PDP-11 , impegnò alcune persone ma ne scoraggiò tante. La macchina si trova ancora lì oggi. Non ne furono
costruite altre.” (Tratto da Popular Electronics, Electronic Games: Space-Age Leisure Activity, di Jerry e Eric Eimbinder, Ottobre 1980, la traduzione è mia.) L’ATARI guadagno’ ben tre milioni di dollari con i suoi PONG da bar, e nel 1975 fu commercializzato il PONG domestico, che sbaraglio’ la concorrenza dell’odissey in men che non si dica. Il Pong dell’atari fu nel 1975 l’articolo più commercializzato del catalogo SEARS (che ne aveva richiesto l’esclusiva per la vendita). Nel 1976 sono nato io. La prima volta che vidi un PONG (era un clone arancione bianco) fu a casa di un mio amico molti anni dopo. Lo teneva buttato sotto la tv ci facemmo una partita di sfuggita, ma io avevo già il commodore 64.

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