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2. L’età del VCS (1976 – 1982)

Il gòorioso Atari VCS 2600, interni in radica! :)

Il gòorioso Atari VCS 2600, interni in radica! :)

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Di lì al 1977 l’Atari produsse molte altre versioni del PONG, con fino a 16 varianti del gioco. Io ora possiedo un clone
della polistil con quattro giochi. Nel 1976 viene acquisita dalla Warner per la bella cifra di 28 milioni di dollari, Bushnell ne rimane a capo. Nel 1976 arrivano sul mercato altre console: il channel f di Fairchild Camera and Instrument e il Coleco (Connecticut Leather Company) Telstar. Il coleco telstar includeva 4 giochi (era in pratica un clone del PONG di Atari) e fu seguito dal telstar Colormatic (1977, la stessa roba più o meno, però a colori), il regent (b/n) poi il colortron e i Telstar Sportsman e Telstar Combat (sempre 1977) infine il particolarissimo Arcade (1978), con cartucce intercambiabili (ne furono prodotte in totale quattro). Queste console (che potete vedere nelle foto) si distinguevano per le loro forme che includevano il selettore del gioco e nel caso di combat e Arcade (in fotografia), i comandi di gioco. Oltre a questi che ho citato ce ne furono molti altri, tutti della famiglia dei Ponghiani. Il channel f era invece la prima console programmabile a cartucce della storia, era anche la prima ad avere i joystick (alquanto particolari, comunque). Il primo cartridge prodotto era ’4-in-1’, e includeva 4 giochi: Tic-Tac-Toe, Shooting Gallery, Doodle, e Quadra-Doodle. La console si chiamava inizialmente VES ma quando nel 77 uscì l’Atari vcs la fairchild la

Channel F

Channel F

rinomino’ in channel f. Nel 1979 i diritti di questa console vennero ceduti alla Zircon International che taglio’ i prezzi e la ribattezzò Channel f system 2. Il channel f comunque non riuscì a reggere il confronto col vcs. Assieme al Channel f nel 1976 anche la RCA (che si era fatta sfuggire l’affare con Ralph Baer) produce una strana console in bianco e nero: RCA studio II. La console non ha i joypad ma i controlli sono direttamente su di essa. Contiene 5 giochi e nel corso della sua breve vita (viene abbandonata nel 1979) assiste alla produzione di sole 9 cartucce.

Sempre nel 1976 nasce breakout, creato nientepopodimenochè da mister Steve ‘Apple’ Jobbs. Chi non conosce questo gioco sappia che è quello dei mattoncini da rompere con la pallina che rimbalza. Proprio quando la gente comincia a stufarsi dei cloni di Pong, e nessuno compra più queste console (nemmeno i cloni), nel 1977 l’atari commercializzo’ il Video Computer System, la sua prima console a cartucce intercambiabili. Il prezzo era alto, 350 dollari al lancio e i giochi costavano 40 dollari. Mi ricordo quando, avevo credo 6

Telstar Arcade, superaccessoriato!

Telstar Arcade, superaccessoriato!

anni, vidi il primo atari vcs a casa di mio cugino. Non sapevo ne avesse uno.. entrai in casa sua per una visita domenicale, mi ricordo il corridoio in penombra e dalla porta della sua stanza affioravano bagliori di luce multicolore e suoni di esplosioni.. (immaginatevi una scena tipo incontri ravvicinati del II tipo) c’erano 3 o 4 persone a guardare mio cugino che giocava a River Raid. Quello è stato il mio primo incontro con una console, non lo dimenticherò mai!!!

L’Atari all’inizio non vendette molte unità e spese tantissimo in pubblicità, ma alla fine la sua console si impose soprattutto grazie alla licenza strappata alla Taito per convertire Space Invaders per il VCS. Era il 1980, Cominciano gli anni d’oro dei videogiochi, che continueranno fino al 1983circa, poi ci fù la grossa crisi.

Telstar </p> <p>Colormatic

Telstar Colormatic

Nel 1976 intanto, una certa Mattel electronics studiava la possibilità di buttarsi nel mercato delle console da casa ma vedendo come i concorrenti di Atari vengono battuti sonoramente dal vcs, decide di produrre handelds, ottenendo un successo insperato. Intanto i giochi per il vcs atari si moltiplicano e gli sviluppatori cominciano a reclamare credits per le loro opere. Infatti fino ad allora non c’era nessun riferimento ai programmatori ne all’interno dei giochi ne sulle confezioni. Nasce così da una fuga di programmatori dell’Atari l’Activision: David Crane è tra questi e di lì a poco partorirà nientepopodimeno che PITFALL (che vendette qualcosa come 4000000 di copie), gli altri sono Alan Miller, Bob Whitehead, Larry Kaplan e Jim Levy. L’Activision diventerà il primo sviluppatore di videogiochi per console di terze parti. Mentre il vcs continua a fare la parte del leone per tutti gli anni che vanno dal ‘77 all’83 altri contendenti si affacciano sul mercato: Innanzitutto nel 1978 assistiamo al ritorno dell’Odissey sotto forma di Odissey 2 (la Magnavox era diventata nel frattempo

Chi non ha mai giocato a Pitfall?

Chi non ha mai giocato a Pitfall?

parte della Philips). La console aveva anche una tastiera (a membrana) alfanumerica che però non venne mai sfruttata appieno, e la grafica era inferiore a quella del vcs. Il sistema fu venduto in eruropa come Videopac G7200 ed ebbe abbastanza fortuna. Ricordo che ci giocai a Parigi: eravamo ospiti di amici di famiglia e passavamo le sere a giocare a quella console che io a quei tempi credevo fosse un atari come quello di mio cugino.

Ricordo che già allora (avevo 10 anni) mi domandavo cosa ce l’avessero messa a fare quella tastiera scomodissima!! Il suo miglior gioco fu Munchkin! Un clone migliorato di Pac Man. Il gioco era superiore in ogni maniera possibile alla conversione
‘autorizzata’ di Pac Man sul vcs e questo irrito’ non poco la Atari: Munchkin fu ritirato dal mercato e l’Odissey 2 non sopravvisse più di tanto al colpo. Ne furono vendute quasi 1000000 di unità. Anche la Bally si butta nel mercato con l’Astrocade (il nome originale era Bally Professional Arcade, sempre nel 1978) che aveva prestazioni simili all’Odissey2. fu abbandonato dalla compagnia e rilevato da degli appassionati che gli diedero il

Odissey 2 aka Philips Videopac

Odissey 2 aka Philips Videopac

nome Astrocade (astrovision era il nome della società). Nel ’79 la milton Bradley commercializza il Microvision: il vero antenato del Game Boy! Insomma la prima console portatile a cartucce. Da segnalare che la CPU non era sulla console ma sui singoli giochi.

Sempre nel 1979, dopo aver assistito alle sconfitte di channel f e odissey da parte del VCS la mattel. incoraggiata dalle vendite dei suoi giochini portatili, decide di iniziare a testare le potenzialità di vendita del suo Intelligent Television (Intellivision) in

Microvision, un antenato del Gameboy.

Microvision, un antenato del Gameboy.

California. La console aveva degli strani PAD con un tastierino numerico, fu messa in vendita ufficialmente nel 1980 e andò subito tutta esaurita! I suoi punti di forza erano la grafica superiore al VCS che gli permise di vendere tantissime copie dei suoi giochi sportivi. Uno dei giochi più famosi fu Burger Time. Successivamente la Mattel si sarebbe buttata sugli home computer, producendo un certo Aquarius. Nel 1980 una compagnia chiamata Commodore commercializza un home computer dal nome Vic 20

Pubblicità del Vic 20

Pubblicità del Vic 20

(o VC 20): l’aggressiva campagna pubblicitaria recita “Perchè comprare soltanto un videogioco?”. Il pubblico si fa attrarre dalla prospettiva di avere, per pochi soldi in più un vero e proprio computer che oltre ai videogiochi può far girare programmi utili a tutta la famiglia (personalmente non ne ho mai visti ma si dice che esistessero ^__^). Il vic 20 vende molto bene e la supremazia delle console si incrina. Testimonianza della nuova tendenza è che molti produttori di console annunciano o commercializzano espansioni varie per rendere le console simili ai computer. Frattanto la Coleco se la stava
passando maluccio a causa del fatto che la gente non comprava più cloni di Pong ma solo e soltanto console a cartucce. I suoi tecnici si misero al lavoro sul coleco vision e mandarono un loro rappresentante in giappone per cercare di strappare alla Nintendo la licenza per convertire il suo più grande successo arcade, Donkey Kong (1982 by nientepopodimenochè Shigeru Miyamoto), sulla loro nascitura console e usarlo come gioco di lancio. Alla

Coleco Vision

Coleco Vision

Nintendo proposero all’inviato di Coleco un contratto da accettare all’istante senza la possibilità di poter tornare indietro a consultarsi con isuperiori. Avendo il terrore di lasciarsi sfuggire il gioco a favore di Atari o Mattel l’accordo fu siglato e al ritorno l’inviato si becco’ una bella ramanzina. Ma tuttavia la console fu un successo e al lancio del 1982 si presentò con titoli come Pac-Man, Galaxian, Donkey Kong e Frogger, tutti successi arcade. Al natale successivo il colecovision vendette alla grande e fu costruita anche una periferica che permetteva di giocare ai giochi dell’Atari VCS. Sempre nel 1982 vede la luce il Vectrex (prodotto da Milton Bradley/CGE, quelli del Microvision) progettato da John Ross, Gerry Karr, John Hall e dagli ex-impiegati Atari Paul Newell e Mark Indictor da una idea di Jay

Smith. Il vectrex era una console non tradizionale: aveva infatti il suo schermo monocromatico personale (una specie di 16/9 capovolto.. in realtà un 9/11 ed aveva una grafica vettoriale anzichè la solita raster. Un’altra macchina vede la luce nell’aprile 1982: lo zx Spectrum, l’unico vero competitore del futuro Commodore 64. Fu lanciato in due modelli, uno da 16 e uno da 48k. Era economico e fu un vero successo di vendite nonostante le critiche alla sua

Il Vectrex, console davvero particolare

Il Vectrex, console davvero particolare

tastiera e ad altri particolari. ne furono rilasciate altre versioni in seguito più grandi e con una tastiera più comoda L’atari in quello stesso anno da’ una svecchiata al vcs lanciando il 5200 Supersystem con 16 colori a schermo. Ancora computer da casa di successo: l’MSX (dotato del MicroSoft eXtendend Basic), fa la sua comparsa nel 1983 con l’idea di creare un
sistema aperto ed essere il vero primo Home computer. Viene creato come standard e prodotto da varie case come Philips, Sanyo, Toshiba, Canon e Sony.

Ha un buon successo di vendite anche in Italia. Nel 1983 la pacchia sembra finire per tutti i produttori di console, mentre il mercato home-pc (costituito anche dagli apple e gli IBM compatibili) sta crescendo abbastanza bene. Tutte le compagnie registrano grosse perdite: le vendite sono in calo. L’Atari si suicida producendo giochi infami: Pac man per vcs fa davvero schifo ma vende 10000 copie, infanga però il buon nome di Atari che peggiora la situazione producendo il tie in di E.T.: un obrobrio di gioco programmato da Howard Scott Warshaw in un paio di settimane per il quale si narra che vennero prodotte addirittura più cartucce rispetto alla base istallata di vcs. Rimasero invendute 4000000 di copie e l’Atari le dovette ritirare dagli scaffali. Tanto per la cronaca, la licenza per produrre quel gioco era costata 21 milioni di dollari. Una notte del 1983, mentre il mondo dei Videogiochi sta crollando e l’Atari con esso, un convoglio di 14 camion attraversa il deserto del nevada diretta ad Almogordo, New Mexico.

ET per VCS 2600: il gioco piu' brutto di sempre?

ET per VCS 2600: il gioco piu' brutto di sempre?

Li’ in un sito segretissimo vengono seppellite in sarcofagi di cemento le copie invendute di Et, alcune di Pacman e svariati prototipi dell’Atari. La società ha sempre sostenuto che quell’azione fu effettuata per ovviare a delle mancanze nell’inventario. A me la cosa è sempre suonata sinistra…

certo che se fossi Indiana Jones quello è il primo posto nel quale mi avventurerei!!

In ogni caso anche coleco e e Mattel hanno problemi di sovrapproduzione in quegli anni. Altri giochi-immondizia sono prodotti da compagnie che vogliono pubblicizzare cibo per cani, bibite e quant’altro, nascono anche i primi giochi porno per il vcs (cluster Revenge della Mystique, per citarne uno: Il generale Cluster arrapato cerca di accoppiarsi con una bella indiana legata ad un palo) La gente comincia a essere stufa dei videogame: produzioni di bassissima qualità affollano gli scaffali, e i prezzi bassi non riescono a risvegliare l’interesse. Nel mondo degli arcade nasce il primo Laser Game: Dragon’s Lair. Un vero e proprio cartone animato che ebbe un successo mondiale. Mi ricordo che quando lo vidi in un Bar del paese dove passo l’estate rimasi a bocca aperta. Passai l’intero pomeriggio e le settimane successive ad ammirare la maestosità di della grafica di quel gioco, c’era sempre una fila interminabile per giocare e decine e decine di persone erano sempre dietro lo schermo a guardare, tifare e gufare. Memorabile.

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